Portale Trasparenza Comune di Montemurlo - Convivenze di fatto

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Tipologie di procedimento

Convivenze di fatto

Responsabile sostitutivo: Aquino Vera

Uffici responsabili

Servizi demografici

Descrizione

Definizione dei conviventi di fatto

Si intendono conviventi di fatto due persone maggiorenni (eterosessuali o dello stesso sesso) unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile.

Cosa occorre perché si abbia una convivenza di fatto?

Occorrono 2 elementi, uno soggettivo, l'altro oggettivo:

1) la dichiarazione di due persone maggiorenni, unite stabilmente da legami affettivi di coppia;

2) stabile coabitazione, che deve essere accertata.

Procedimento

1) I conviventi (entrambi) dichiarano all'Ufficiale d'anagrafe che intendono assumere lo status di conventi di fatto (tale dichiarazione può essere resa in sede di iscrizione anagrafica, così come in sede di variazione ovvero da persone già coabitanti che intendono formalizzare la loro convivenza);

2) l'Ufficiale d'anagrafe comunica immediatamente l'avvio del procedimento;

3) in seguito ad accertamento positivo relativo alla convivenza (da effettuarsi entro 45 gg) , l'Ufficiale d'anagrafe, con provvedimento, dispone la costituzione della convivenza di fatto.

Da sottolineare che l'unico accertamento possibile nella convivenza di fatto è la coabitazione, ossia l'unico elemento oggettivo che lega i due conviventi.

Estensione ai conviventi di alcuni diritti riservati ai coniugi

- in ambito di ordinamento penitenziario (colloqui e permesso di visita);

- in ambito sanitario (diritto di visita, accesso alle informazioni personali, rappresentanza nelle scelte mediche e nelle modalità del trattamento del corpo in seguito a decesso).

Diritti relativi all'abitazione

In caso di morte del proprietario della casa di comune residenza, il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni

Cessazione del diritto di abitazione

il diritto di abitazione viene meno nei seguenti casi:

1) quando il convivente superstite cessa di abitare stabilmente la casa di comune residenza;

2) matrimonio, unione civile o nuova convivenza di fatto.

Successione nel contratto di locazione

Nei casi di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto di locazione della casa di comune residenza, il convivente di fatto ha facoltà di succedergli nel contratto.

Titolo di preferenza nelle graduatorie e.r.p.

Nel caso in cui l'appartenenza ad un nucleo familiare costituisca titolo di preferenza nell'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, i conviventi di fatto possono godere di tale titolo a parità di condizioni.

Tutela nell'impresa familiare (diritto di partecipazione agli utili)

Al convivente di fatto che presti abitualmente la propria opera all'interno dell'impresa dell'altro convivente spetta una partecipazione agli utili dell'impresa familiare .

Modifica dell'art. 712 del c.p.p. (dopo le parole “del coniuge” sono inserite le parole “o del convivente di fatto”)

Legittimazione a proporre la domanda per interdizione o inabilitazione/amministrazione di sostegno per il convivente di fatto.

Risarcimento del danno da fatto illecito

In caso di decesso del convivente di fatto, derivante da fatto illecito di un terzo, nell'individuazione del danno risarcibile alla parte superstite si applicano i medesimi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite.

Contratto di convivenza

I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza.

Forma

Scritta a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformità alle norme imperative e di ordine pubblico.

Contenuto

- indicazione dell'indirizzo cui effettuare le comunicazioni a ciascuna parte; ed eventualmente:

- indicazione della residenza;

- modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune;

- regime patrimoniale della comunione dei beni.

Il contratto di convivenza non può essere sottoposto a termine o condizione.

Opponibilità ai terzi

Entro 10 gg dalla formazione dell'atto, il notaio o l'avvocato che lo hanno ricevuto devono trasmetterne copia all'anagrafe del Comune di residenza per la relativa iscrizione in anagrafe.

Modifiche del contratto

Sempre con atto pubblico o con scrittura privata autenticata

Nullità del contratto di convivenza

Qualora venga concluso:

- in presenza di vincolo matrimoniale, di unione civile o di altro contratto di convivenza;

- in presenza di vincolo di parentela, affinità o adozione;

- da persona minorenne;

- da persona interdetta giudizialmente;

- in presenza di condanna per il delitto di cui all'art. 88 c.c.

Risoluzione del contratto

- per accordo delle parti o per recesso unilaterale (in entrambi i casi la forma è quella scritta, con atto pubblico o scrittura privata autenticata);

- matrimonio o unione civile;

- morte.

Alimenti

In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice può stabilire il diritto del convivente che versi in stato di bisogno, di ricevere dall'altro convivente gli alimenti

Chi contattare

Termine di conclusione

Conclusione tramite silenzio assenso: no
Conclusione tramite dichiarazione dell'interessato: no
45 giorni

Riferimenti normativi

Servizio online

Tempi previsti per attivazione servizio online: non previsti
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